Pd e Pdl d'intesa limano la manovra di Letta

Aumentare la no tax area portandola a 12.000 euro e tassare al 10 per cento il salario di produttività dei redditi inferiori ai 40.000 euro annui. Sono i due emendamenti presentati assieme dal Pdl e dal Pd alla Legge di Stabilità il cui iter è iniziato quest’oggi in Parlamento. Leggi gli editoriali del Foglio sulla manovra Numeri, non parole - Le "palle d'acciaio" di Samaras - Bloccati nel cuneo - Brambilla Google confusion
18 AGO 20
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Aumentare la no tax area portandola a 12.000 euro e tassare al 10 per cento il salario di produttività dei redditi inferiori ai 40.000 euro annui. Sono i due emendamenti presentati assieme dal Pdl e dal Pd alla Legge di Stabilità il cui iter è iniziato quest’oggi in Parlamento.

L'emendamento delega il governo a istituire una soglia di esenzione dall'Irpef, per tutti i soggetti che dichiarano un reddito complessivo inferiore a 12.000 euro. Secondo un emendamento analogo, presentato da un gruppo di senatori del Pdl, il costo dell'operazione ammonterebbe a 1,8 miliardi. Nello stesso emendamento si stabilisce che, conseguentemente, dal prossimo anno ''le amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione e le società delle stesse amministrazioni, non possono effettuare spese per consumi intermedi di ammontare superiore al 70 per cento della spesa sostenuta nel 2012''. Il governo, inoltre, dovrà adottare un regolamento per ''adeguare gli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip". Con un'altra proposta di modifica, presentata da Pd e Pdl, viene modificato il comma della legge di stabilità che rimodula le detrazioni per il lavoro dipendente.

La Legge di stabilità era stata questa mattina al centro delle dichiarazioni del Ministero dell’economia Fabrizio Saccomanni che, parlando da Ostia, aveva sottolineato come la legge intenda portare avanti “una politica di bilancio moderatamente espansiva nei saldi e nella composizione delle voci di spesa e di prelievo” e che ora “spetta al Parlamento approvarla, apportando tutti i miglioramenti che saranno tenuti opportuni nel rispetto dei saldi programmatici”.

Saccomanni aveva anche risposto indirettamente al Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, che intervenendo nel dibattito sulla mobilitazione nazionale per la legalità, si era detto pessimista sulle possibilità di ripresa per l’Italia nel 2014. “Non sarà l’anno della ripresa – ha detto Sangalli – anche per gli effetti di una legge di stabilità, che se non verrà corretta in parlamento, lascerà di fatto irrisolti i problemi strutturali della nostra economia, e soprattutto non avvierà quella stagione di riforme che auspichiamo da tempo”.

“Dopo una grave e prolungata crisi l’attività economica dell’Italia si sta stabilizzando e il paese si sta avviando ad una graduale ripresa”, ha esordito il Ministro dell’economia. “Nel 2014 la dinamica del prodotto è stimata pari all’1,1 per cento e a partire dal 2015 la crescita del Pil si porterebbe sui livelli vicini al 2 per cento”. Infine, sulla legge di stabilità, Saccomanni ha nuovamente espresso l’auspicio che il Parlamento possa apportare quei correttivi “necessari nel rispetto dei saldi”.
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